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Partecipare alla tradizione della vendemmia

Penso sia sottinteso che quando una cultura qualsiasi crea una parola ben precisa per un'attività od un oggetto significhi chiaramente che quell'attività (o oggetto) sia importante (molto, molto importante).

Prendiamo, per esempio, la parola vendemmia, ovvero, raccolta dell'uva. Leggenda vuole che sia una derivazione della parola vendémiaire, proveniente da una lingua antica universalmente conosciuta ai tempi del Medioevo. Si riferiva al periodo dell'allora calendario francese (o "rivoluzionario") collocabile intorno a settembre e riferito nello specifico alla raccolta delle uve, nonostante gli italiani possano non essere d'accordo, ritenendola una parola derivante dal loro latino, e più precisamente dai vocaboli vinum (vino) e demia (da demere, che significa prendere). In ogni caso, ciò che possiamo affermare con sicurezza è che gli italiani prendono questa parola molto, molto seriamente.

Ma non così seriamente da non potersi unire a loro ed aiutarli nel portare a termine il lavoro. Se riuscite a programmare una viaggio nella campagna toscana dalla metà a fine settembre, sarete sorpresi dall'elevato numero di piccoli agriturismo e B&B che accettano con piacere un aiuto extra nei loro vigneti. Ricordatevi sempre di rammentare ai proprietari, al momento della prenotazione, che vorreste partecipare alle attività previste. Nonostante possano difficilmente garantire quale sarà il periodo preciso durante il quale sarà svolta la vendemmia, se sono a conoscenza sin da subito che siete interessati ve ne informeranno al momento dell'arrivo e vi inviteranno a partecipare. Potete anche controllare questo link dove è elencata una serie di aziende vinicole aperte al pubblico proprio durante la vendemmia.

vendemia nella Toscana

La vendemmia va oltre ogni confine

Ci sono poche cose che uniscono gli italiani di ogni regione, come la vendemmia e la raccolta delle olive (oltre alla loro passione per il calcio, il buon cibo e le sagre).

L'uva deve essere raccolta prima che rinsecchisca e diventi dura come "pallini da caccia", soprassedendo la rivalità politica e l'avversità calcistica. Non c'è praticamente niente di più triste per un contadino che vedere la sua uva rovinarsi sulla vigna - e nonostante alcuni vini siano realizzati con uve invecchiate - sulla vigna o meno - come ad esempio il vin santo, la maggior parte delle uve raccolte è destinata a produrre vino da tavola, da degustare con gli amici.

La necessità vince sopra tutto

Per i vigneti più grandi, che operano a livelli industriali, sono previsti una serie di controlli in loco per decidere quando debba essere cominciata la vendemmia, calcolando attentamente la proporzione di zucchero e acido presente nelle uve in modo da poter garantire le condizioni perfette per il processo di fermentazione. I vigneti più piccoli, invece, lo fanno un pò più casualmente, combinando supposizioni in merito con la disponibilità di amici e parenti che possono dare una mano.

vendemia nella Toscana

La vera vendemmia non richiede una grande e svariata quantità di utensili: un paio di forbici da giardino ben affilate o un piccolo coltello con la punta ad uncino, un cestino di vimini di piccole-medie dimensioni, dei bidoni di plastica un pò più grandi, nel nostro caso un'asta di legno, una pigiatrice su misura e naturalmente ampi tini di acciaio inossidabile.

Ho per caso menzionato il lavoro manuale?

Ogni cosa a suo tempo

Durante la vendemmia viene fatta particolare attenzione affinchè l'uva non cominci a fermentare prima che tutto sia al suo posto. In un'azienda a gestione familiare, l'uva viene raccolta e sistemata delicatamente in piccoli cestini di vimini. Una volta riempiti i cestini, il contenuto viene svuotato all'interno di bidoni in plastica più grandi, in modo da non rompere i chicchi che altrimenti comincerebbero prematuramente a fermentare. La vendemmia inizia solitamente la mattina presto, prima che il caldo accelleri il processo di fermentazione; altra cosa, i grappoli devono essere ben asciutti in modo che non ci sia acqua durante la fermentazione.

vendemia nella Toscana

L'uva viene successivamente sistemata all'interno di alti bidoni in plastica dove, non appena raggiunta la giusta quantità, viene percossa con un'asta di legno per iniziare a rompere la buccia dei chicchi e, finalmente, dar inizio alla fermentazione.

Le soluzioni per rompere la buccia dei chicchi sono svariate, soprattutto quando si parla di coltivazione a livello familiare, e sono tutte valide se riescono ad estrarre il succo dalla buccia affinchè gli zuccheri possano dar vita alla loro magia, alimentando quei lieviti che trasformano il succo in alcol (vino). A livello industriale, vengono utilizzati grandi tini di acciaio inossidabile con una lama a spirale che rivolta le uve dal basso, muovendole e rompendone con delicatezza la buccia e, al tempo stesso, cominciando a separare i grappoli dai gambi.

vendemia nella Toscana

Un calderone che "ribolle"

Non è sempre semplice riuscire a separare i chicchi dagli steli, soprattutto quando si parla di produzione familiare, mentre i vigneti più "industriali" cominciano questo processo prima che inizi quello di produzione del vino vero e proprio, anche se alcuni grandi produttori stannno sperimentando la possibilità di lasciar stare i gambi più a lungo, con l'idea che ulteriori tannini diano un gusto più frizzante (solitamente, per dare al sapore del vino questo tocco speciale, si usa farlo invecchiare nelle botti di legno e barriques). I produttori più piccoli non hanno, invece, molta scelta, la rimozione dei cosiddetti "raspi" è un processo molto complicato, ecco perchè il particolare sapore tanninico è divenuto nel tempo uno delle principali caratteristiche della produzione a livello familiare.

Il prodotto "pressochè finito" viene riposto in grandi tini di acciaio inossidabile fino a quando non smette di "ribollire", che vuol dire che i lieviti hanno mangiato tutto lo zucchero ed il processo di fermentazione è terminato. Normalmente si tratta di un periodo di tempo abbastanza breve, prima che il prodotto sia trasferito nelle classiche damigiane, fiaschi molto più grandi, rotondi e coperti da uno strato protettivo di paglia, dove il vino verrà lasciato a riposare fino a quando non sarà pronto per essere imbottigliato. Il processo di imbottigliamento a livello familiare viene fatto in base alle esigenze del momento, ovvero quando si ha bisogno di una bottiglia di vino, la si riempie, in modo da rendere tutto più semplice.

vendemia nella Toscana

photo credit:  Lynda Richard

Tradizioni e folclore: un'esperienza indimenticabile

Contrariamente a quanto si pensi, le uve raccolte non vengono più calpestate perchè, nonostante sia una realtà dell'immaginario folcloristico, effettivamente è poco igienico. Ad ogni modo, il grande pranzo organizzato con tutti i partecipanti alla vendemmia e l'atmosfera di grande festa e convivialità che sono tradizionalmente associati con eventi del genere sono tutt'ora in voga! Dopo una mattinata trascorsa a raccogliere, percuotere, girare e mescere, un invito a pranzo è cosa certa, seduti intorno ad una grande tavola imbandita dove regnano i colori ed i profumi della stagione!

Un ringraziamento speciale va ad Heidi e Lorenzo del B&B Le due Volpi nel Mugello, che mi hanno invitato molto carinamente a partecipare alla vendemmia insieme ai loro ospiti, un'esperienza davvero unica e divertente!

vendemia nella Toscana


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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