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Il Parco Sculture del Chianti

Opere d'arte contemporanea che si inseriscono perfettamente nel contesto creando un dialogo con il paesaggio del Chianti che le circonda. Questo è ciò che il Parco Sculture del Chianti offre a tutti coloro che vi si recano in visita per trascorrere un paio d'ore all'aperto ed ammirare questi capolavori creati appositamente per il parco.   

Noi abbiamo visitato il parco i primi di ottobre, in una classica giornata di sole in pieno autunno. Il parco, immerso in un bosco di querce, si trova tra Pieveasciata e Vagliagli, circa 10 km a nord di Siena. La strada che occorre prendere per arrivarci è una strada bianca, ovvero una strada non asfaltata. La famosa gara su due ruote Eroica - percorsa su bici d'epoca - ha luogo ogni autunno proprio su queste strade del Chianti, attraendo puntualmente migliaia di visitatori e ciclisti da tutto il mondo. Sia i ciclisti che coloro che si trovano semplicemente a passare di qui, in visita al paesaggio del Chianti, possono ammirare le opere d'arte anche lungo la strada, dato che la stessa località di Pieveasciata è diventata un Borgo di Arte Contemporanea (più avanti troverete maggiori dettagli in merito).

Il parco è nato in seguito all'idea ed al duro lavoro di Piero e Rosalba Giadrossi, realizzato su 7 ettari di bosco; vi può anche capitare di incontrarli, dato che vivono in fondo alla strada proprio dietro la galleria d'arte e, durante i weekend, si trovano presso la biglietteria. Noi siamo riusciti ad incontrarli entrambi e ad avere la possibilità di fare due chiacchiere sul parco, la sua storia ed il suo futuro: adesso viene gestito da un'associazione e l'intero incasso ricavato dalle visite viene utilizzato per la manutenzione stessa del parco, ma ciò nonostante, nel parlare con i Giadrossi, abbiamo percepito la loro inalterata passione per l'arte che, fortunatamente, continua ad avere quotidiane influenze positive sul parco.

Proprio come Villa Gori (Fattoria di Celle) vicino Pistoia ed il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint-Phalle in Maremma, il Parco Sculture del Chianti - aperto al pubblico dal 2004 - è stato creato seguendo l'antica tradizione italiana delle opere d'arte cosiddette in gergo artistico site-specific, ovvero realizzate per essere inserite e contestualizzate in un preciso ambiente (esterno, in genere). Basti pensare al Giardino di Boboli a Firenze, ideato e creato nel 16° secolo con opere d'arte commissionate appositamente e specificatamente per i luoghi dove si trovano.

Gli artisti delle opere d'arte - provenienti da oltre 26 paesi del mondo - furono invitati al parco per potersi ispirare all'ambiente che avrebbe ospitato i loro capolavori, e proporre le loro idee. Le opere sono state realizzate con l'utilizzo di un'ampia gamma di materiali differenti - da quelli tradizionali come il marmo ed il granito, ad altri di concezione più moderna come le luci neon o addirittura il suono e nel loro insieme creano diversi contrasti nella consistenza, nelle dimensioni e nella forma, dove gli spazi aperti si contrappongono a curve e menadri in un contesto generale molto eclettico e versatile che emana, sin da subito, un profondo senso di armonia. Qui ogni opera - inserita nel suo preciso e determinato spazio - è parte integrante dell'ambiente che la circonda e non contrasta con le altre. Molte, infatti, sono le installazioni e le sculture che continuano ad essere aggiunte, e nel farlo gli artisti prendono in considerazione quelle già esistenti affinchè possano diventare parte integrante del tutto e creare un senso di armoniosa continuità.

Possono essere identificati, quindi, due elementi principali del parco: la rappresentazione internazionale degli artisti e l'interazione delle loro opere d'arte con la natura e l'ambiente dove sono state inserite.

L'itinerario all'interno del parco non è molto lungo, circa 1 km su un sentiero all'interno del bosco. E' facilmente accessibile anche alle famiglie con bambini: noi avevamo un passeggino per la nostra bimba di due anni e non abbiamo avuto nessun problema a camminare lungo il sentiero. Anche alla nostra piccola sono piaciute un sacco alcune delle opere del parco, tanto che voleva spesso scendere dal passeggino per vederle da vicino. All'interno del parco si trovano anche due aree pic-nic, per cui se è una bella giornata vi consiglio di portare con voi un pò di pane, affettato, formaggio e vino!

Qui vi presentiamo solo alcune delle opere del parco, che in qualche modo ci hanno emozionato, ma vi consiglio di visitare il Parco Sculture del Chianti per vedere quale delle opere riuscirà ad impressionare proprio voi!

ANFITEATRO (foto sopra) – Realizzato nel 2009, il palco è stato creato in stile molto minimalista con 4 grandi  lastre di marmo bianco di Carrara e granito nero dello Zimbabwe installate sopra il palco stesso, mente i terrazzamenti per mettersi a sedere approfittano dell'inclinazione naturale del terreno. Grazie alla formidabile acustica, durante l'estate vi vengono organizzati concerti all'aperto ogni martedi esattamente al tramonto. Assistere ad uno di questi eventi significa farlo in cmpagnia di alcuni spettatori "permanenti": Alfred Hitchcock a dirigere direttamente dal palco, e Federico Fellini, Laurel e Hardy e Charlie Chaplin tra il pubblico.

 

ENERGIA – E' un'installazione dell'artista greco Costas Varotsos, che ha scelto una posizione particolarmente rocciosa per la sua opera. Appena l'abbiamo vista, abbiamo pensato ad un cipresso, nonostante questa costruzione alta ben 8 metri e fatta con oltre 800 strati di vetro pesi più di 16 tonnellate!

LA PIETRA SOSPESA – Di Mauro Berrettini, Italia. Si tratta senza ombra di dubbio di un ritorno ai materiali tradizionali, dato che è stata realizzata in travertino delle cave di Rapolano, a sud di Siena. Invece di apparire pesante, sembra essere molto leggera, come sospesa nell'aria.

IL PENSATORE – Di Ichwan Noor, Indonesia. Un omaggio al Pensatore di Rodin, sebbene questo sia vestito ed assomigli ad una persona comune che si sta prendendo una breve pausa dal lavoro. Se volete, potete fermarvi proprio accanto a lui per il vosto pic-nic, oppure continuare lungo il percorso.

DIVERGENZA ARMONICA – Dello svizzero Jaya Schurch, ci hanno detto che nel realizzare quest'opera, l'artista sia stato ispirato dall'albero sulla strada. Fatto con il marmo di Sardegna, del peso di oltre 6 tonnellate, è come se ti invitasse esplicitamente a sederti sulla panchina di dietro, in modo da poter ammirare sia l'opera che l'albero che l'ha ispirata.

FEDE ED ILLUSIONE – Dolorosa Sinaga, Indonesia – Come donna, ho trovato quest'opera particolarmente triste. Parla della fede che riponiamo nel progresso e dei suoi auspicati benefici per la società. Ma nel mezzo si trova una donna sofferente, perchè ha realizzato che questa speranza di un futuro migliore è solo un'illusione: il ricco diventa, infatti, sempre più ricco, il povero sempre più povero e dei benefici tanto attesi nemmeno l'ombra.  Abbastanza desolante, dà un senso di disperazione e perdita delle speranze, sebene sia abbastanza comprensibile.

STRUTTURA NON FINITA, con LA CHIGLIA sullo sfondo – L'artista olandese Cor Litjens è stato uno degli ultimi ad aggiungere la sua opera all'interno del parco, e non trovando il posto ideale dove posizionarla, ha deciso di lasciarla in mezzo al sentiero, dove, in verità, sta veramente molto bene. 

E' stata fatta con il marmo ed il ferro della Val d'Aosta. Il completamento di quest'opera d'arte non finita dipende tutto dalla vostra prospettiva: noi abbiamo deciso di vederla come se fosse una cornice che inquadra LA CHIGLIA da sotto, opera del turco Kemal Tufan e realizzata con pietra vulcanica. Si tratta di 27 pezzi assemblati insieme che, col tempo, si stanno ricoprendo di muschio assumendo sempre di più l'aspetto di un elemento della natura che si confonde con il bosco. 

SALTO DELLA CAVALLINA – Di Domenic Benhura, scultore Shona dello Zimbabwe. L'opera è stata scolpita nel granito nero d'Africa e mostra un gruppo di bambini felici mentre giocano al salto della cavallina. Ogni parte è stata realizzata con il solito tipo di granito, ciò che cambia è solamente quanto ognuno di questi pezzi del corpo è stato lavorato: pochissimo i capelli, mentre braccia e gambe lo sono completamente.

A me è piaciuta tantissimo quest'opera raffigurante dei bambini felici intenti nel gioco: sembra che si stiano divertendo davvero!

LABIRINTO – Jeff Saward è il responsabile dellla crezione di questa copia di un labirinto in pietra trovato in Val Camonica, Naquane, risalente al 700-800 DC. L'unica differenza è che questo ha forma ottagonale, e non rotonda come l'originale. Mia figlia si è divertita tantissimo a giocare all'interno del labirinto, entrando dall'uscita ed uscendo dall'entrata...Forse si immaginava qualcosa? Sicuramente può esser interpretato come la ricerca di se stessi, la cui risposta può essere trovata all'interno. So solo che abbiamo avuto non pochi problemi a tirarla fuori di qui ;-)

PER LA LIBERTA' DI STAMPA – Questa è l'unica opera del parco a sfondo politico. E' stata realizzata da Barrera Fontenla in commemorazione del foto reporter José Luis Cabezas, ucciso a Buenos Aires il 25 gennaio 1997, bruciato all'interno della sua macchina. Anch'io sono una fotografa, e l'idea di morire per aver aver ripreso alcune scene di vita quotidiana sembra essere così lontana dalla mia concezione che credo ricorderò sempre quest'opera come monito ed avvertimento dei pericoli che si può correre nel voler documentare il mondo che ci circonda. 

ANGOLO DELLA FORESTA BIANCA – Di Nicolas Bertoux, Francia – Questa è un'opera che abbiamo trovato particolarmente interessante: appena la vedi sembra una cosa, ma come ti muovi lungo il sentiero cambia improvvisamente...qui abbiamo riportato solo un paio di prospettive, ma ce ne sono molte altre da scoprire!

ARCOBALENO – Questa è un'opera che non può non saltarvi all'occhio. Realizzata in vetro colorato di Murano dall'artista italiana Federica Marangoni, rappresenta la fragilità della natura grazie all'introduzione di alcuni elementi artificiali, come il vetro e le luci al neon. L'arcobaleno è interrotto, con i suoi colori che colano - come dissanguati - sul terreno. Proprio accanto all'arcobaleno, troverete la seconda area pic-nic del parco con una fontana per lavarsi le mani.

TWIST – Di Neal Barab, Stati Uniti. Due pezzi di marmo colorato che si avvolgono a spirale e che assomigliano a due figure danzanti. Il marmo rosa viene dal Portogallo, l'altro dalla Turchia. Sono state appositamente situate davanti ad un bellissimo leccio per attirare l'attenzione dei visitatori sull'abbinamento dei colori.

LA CASA NEL BOSCO – Kei Nakamura, Giappone. All'inizio, quando il parco ha aperto, questa era la vecchia biglietteria; le figure in fila sono state aggiunte successivamente...durante la nostra visita, non abbiamo resistito a metterci in fila dietro le figure, come fanno in molti ;-)

Questo è solo un assaggio di alcune delle opere presenti nel parco, che ne conta oltre 30 tra sculture ed installazioni, incluse alcune molto pratiche come un ponte che congiunge il percorso da un crinale all'altro della collina e la struttura adibita a parcheggio, con pannelli solari sul tetto.

Posso dire in tutta onestà che ogni opera è molto diversa dalle altre ed è un vero piacere scoprirle tutte nel loro insieme camminando lungo il sentiero. Noi ci siamo soffermati un pò su tutte, impiegando un pò più di tempo di quello che ci hanno messo gli altri visitatori del parco, che ci superavano senza che riuscissimo ad incontrarli di nuovo. Era come se avessimo tutto il parco per noi ed ogni volta che proseguivamo oltre e ci imbattevamo in una nuova scultura era una vera e propria sorpresa. Non abbiamo mai avuto la sensazione che fossero troppo vicine le une alle altre o troppo affollate, come invece accade spesso in luoghi chiusi, come le gallerie.

L'APP "ChiantiPark" che ci ha guidato all'interno del parco (disponibile sia per dispositivi Apple che Android) si è rivelata molto utile, per cui vi consigliamo di scaricarla. Mentre vi muovete all'interno, l'APP vi fornisce una spiegazione uditiva delle varie sculture, dei relativi artisti, dei materiali usati e un pò di quello che l'artista desiderava comunicare attraverso la propria opera d'arte. Se non possedete uno smart phone o comunque non avete la possibilità di scaricarla, presso la biglietteria potrete noleggiare un dispositivo audio-guida che vi guiderà, appunto, attraverso il parco.

Come anticipato all'inizio dell'articolo, dato che il parco ha ormai raggiunto i suoi limiti per quanto riguarda lo spazio dove aggiungere ulteriori sculture, i Giadrossi si sono spostati oltre i confini, coinvolgendo sia abitanti che enti pubblici in un progetto di  trasformazione della stessa cittadina di Pieveasciata in un Borgo di Arte Contempranea. Percorrendo le strade verso il parco e di ritorno da esso, fate caso sia a destra che a sinistra ai capolavori che vi giacciono, tra cui due peperoni giganti, le classiche cabine telefoniche rosse e gli "Struzzi Metropolitani" di Yu Zhaoyang (Cina) che vedete nella foto sottostante.

Programmare una visita al Parco

Il parco è aperto tutti i giorni dalle 10 di mattina al tramonto. E' consigliabile chiamare prima, però, nel periodo compreso tra novembre e marzo (0577-357151) per aver conferma degli orari.

L'entrata costa € 10 per gli adulti, € 5 per i bambini e ragazzi fino a 16 anni.

Concerti estivi: adulti € 10, bambini e ragazzi fino a 16 anni € 7,50. Se entrate per visitare il parco già con l'intenzione di rimanere per assistere al concerto subito dopo, l'entrata costa 15€ per gli adulti e 10€ per i bambini.

Se siete un gruppo, vi consigliamo di contattarli direttamente in anticipo per ottenere un pò di sconto.

Ed infine, raccomandiamo di visitare il sito ufficiale per consultare il programma dei concerti estivi e per ogni ulteriore informazione http://www.chiantisculpturepark.it/


Vista aerea del parco, dalla quale si può riconoscere l'anfiteatro, il labirinto (in alto a sinistra) ed il parcheggio.

Mangiare un boccone nelle vicinanze: Cacio e Pepe

Dopo la visita al parco, siamo tornati verso Vagliagli e per caso ci siamo imbattutti in questo posto proprio sulla strada (sulla destra, difficile da non vedere) prima di arrivare al paese. E' un posticino abbastanza piccolo situato in uno chalet di legno immerso nel boschetto, perfetto per famiglie con bambini (ve ne abbiamo trovate diverse all'interno, infatti).

Siamo stati piacevolmente sorpresi di trovare della deliziosa pasta fatta in casa con tartufi freschi ed un grande tagliere con abbondanza di salumi e formaggi locali. Essendo abbastanza piccolo, vi consigliamo di chiamare prima e prenotare se potete, altrimenti andate direttamente e provate a vedere se hanno posto, come abbiamo fatto noi (anche se, appena arrivati, al vedere il piccolo parcheggio pieno di macchine, ci siamo preoccupati un pò!).

Cacio e Pepe, Lodoline del Chianti-Vagliagli, 53019 Castelnuovo Berardenga, 0577.1652898


Autore: Lourdes Flores

Sono americana (dalla California) e vivo a Firenze da più di 10 anni. Mi piace esplorare e scoprire tanti angoli di Firenze e della Toscana rimasti nascosti. Mi piace condividere le mie esperienze e fornire aiuto sul Forum rispondendo alle domande dei turisti (sopratutto stranieri) che stano programmando la loro vacanza in Toscana. Se avete delle domande, postategli li'!



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