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I Principali Musei del Chianti

Un universo da scoprire tra Arte, Tradizioni ed Archeologia

Con la popolarità acquisita dai vini del Chianti, è spesso sin troppo semplice dimenticare che questo è comunque un territorio - nel cuore della Toscana - che fu importante e molto frequentato dagli artisti che un tempo viaggiavano da Firenze a Siena fino a Roma e viceversa. Furono proprio loro a lasciarci un grande patrimonio di sculture, dipinti e bellezze architettoniche inestimabili, che oggi impreziosiscono queste terre.

Il bello di questi musei è che sono abbastanza piccoli, con un esposizione selezionata di opere d'arte che non richiedono un intero pomeriggio per essere visitate tutte; al contrario, una visita anche breve ti aprirà le porte del talento e delle grandi capacità artistiche dei grandi nomi che popolarono quest'area.

Si tratta del modo migliore di sapere di più sulla storia, le tradizioni e la cultura dell'area in un modo divertente ed interessante. I diversi musei presenti coprono svariati aspetti, così come ere diverse della storia del Chianti e rappresentano la pausa perfetta tra una cantina e l'altra, un gelato ed un panorama mozzafiato da fotografare.

Se cerchi qualcosa di diverso da aggiungere al tuo itinerario, prendi nota dei principali musei del Chianti.

1. Museo di Arte Sacra - San Casciano Val di Pesa

Museum of Sacred Art San Casciano Val di PesaL'arcangelo Michele ed alcune delle sue leggendarie vicende

Dove – Chiesa di Santa Maria del Gesù, Via Lucardesi 6, San Casciano Val di Pesa (FI)

Estate – dal 1 aprile al 15 ottobre
lunedi e martedi: dalle 10 alle 13, giovedi, venerdi, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Inverno – dal 16 ottobre al 31 marzo:
Lunedi dalle 10 alle 13, venerdi dalle 15 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Vi è in esposizione una selezionata scelta di opere d'arte derivanti dalle chiese delle zone limitrofe, ed in particolare molto interessante è la selezione varia di opere tra cui vi è un gruppo di pannelli interessante e prestigioso del 14° secolo che rappresenta la tendenza della scuola toscana del periodo con i suoi principali esponenti: Lippo di Benivieni, Jacopo del Casentino, Francesco Fiorentino e Cenni di Francesco.

La chiesa fu distrutta durante la seconda guerra mondiale, ma fu poi ricostruita per ospitare i vari tesori artistici delle chiese vicine e non si tratta soltanto di dipinti, ma anche di opere che testimoniano la ricchezza culturale della valle del Chianti e dei suoi edifici religiosi.

2. Museo di Arte Sacra - Greve in Chianti

Statue of Verrazzano in Greve in Chianti

Dove – Via di S. Francesco, 14 - Greve in Chianti

Estate – dal 1 aprile al 30 ottobre:
martedi, giovedi e venerdi dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Inverno– dal 1 novembre al 31 marzo
domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Questo museo, ospitato in un convento francescano, offre un'ampia mostra di opere tra cui dipinti, oggetti in oro e sculture che rappresentano il simbolo della fiorente vita artistica e cultura che animava la zona tra Firenze e Siena. Le opere partono dal 14° secolo ed arrivano fino al 19° con la raffigurazione di Santa Rosa ad opera di Michele Gordigiani. Facilmente raggiungibile a piedi dal centro di Greve, è una tappa che merita aggiungere al tuo itinerario.

Situato, appunto, nel centro di Greve, quest'edificio, che prima era un convento di San Francesco, risale al 16° secolo e fu costruito per i frati dell'ordine di Santa Croce di San Casciano; ma non è finita qui: il suo ricco passato aggiunge fascino a quello che oggi viene considerato un "esclusivo contenitore d'arte". Fu ospizio e prigione, prima di diventare museo; puoi fermarti al museo passeggiando per le vie del centro o anche se ti trovi nel bel mezzo dell'escursione per Montefioralle.

3. Museo del Tesoro di Santa Maria dell’Impruneta

Dove –Piazza Buondelmonti, 28 - Impruneta (FI)

Estate – dal 1 aprile al 31 ottobre:
sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Inverno – dal 1 novembre al 31 marzo:
sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Un piccolo tesoro di oggetti unici che possono essere suddivisi in tre categorie principali: arte orafa, tessile e manoscritti miniati, ognuna delle quali vanta esempi di straordinaria qualità. In particolare, vi è un raro esempio di patchwork della metà del 1400, ritrovato dopo la distruzione di una chiesa vicina durante la seconda guerra mondiale.

Questo territorio è dedicato al culto della Vergine Maria, il che significa che la chiesa, e di conseguenza il museo, sono particolarmente ricchi di opere d'arte locali, doni dai padroni ricchi del periodo ed oggetti che documentano l'importanza che questa figura religiosa aveva nella piccola città del'Impruneta. Un altro punto a favore di questo museo è che si trova a breve distanza dal centro storico di Firenze.

4. La Gerusalemme di San Vivaldo

Montaione, San Vivialdi and Jerusalem

Dove – San Vivaldo Montaione (FI)

Estate 1 aprile - 31 ottobre
dal lunedi al sabato dalle 15 alle 19
domenica e festivi dalle 10 alle 19
visite guidate ogni ora dalle 10 alle 16

Inverno – 1 novembre - 31 marzo
dal lunedi al sabato dalle 14 alle 17
visite guidate sia brevi che complete ogni ora

Questo monumento nazionale ha avuto vita all'inizio del XVI° secolo come un'esatta riproduzione topografica di Gerusalemme; questo territorio, considerato sacro sia dagli Etruschi che dai Romani, fu utilizzato anche da alcune comunità ermetiche nel Medioevo, aggiungendo ulteriore mistico fascino. Ben presto, crebbe divenendo una destinazione alternativa al pellegrinaggio in Terra Santa, dove nobili ed illustri famiglie fiorentine avrebbero costruito, nel tempo, le proprie cappelle.

E' organizzato sull'esempio di una piantina iconografica e topografica che riproduce fedelmente i parametri terrestri di Gerusalemme e dei suoi siti sacri, grazie ai racconti di pellegrini e viaggiatori, come il diario di Francesco Soriano intitolato "Gerusalemme Traslata". Il fratello francescano Tommaso da Gerusalemme proseguì questo progetto; oggi, sono sopravvissute 17 delle 34 cappelle originali, delle quali solo 13 risalgono al progetto originale. 

L'atmosfera che si respira in questo luogo sacro, un misto tra la bellezza naturale del paesaggio circostante e l'austerità e la semplicità degli edifici, invita i visitatori a passeggiare tra i sentieri che si snodano intorno alle cappelle ed agli edifici, sia da soli che con l'aiuto di una guida esperta che può fornire interessanti informazioni sulle varie ricostruzioni. Particolarmente significative sono le sculture che rappresentano episodi della vita e della passione di Gesù realizzate in "terracotta fredda e dipinta" (senza smalto) ed attribuite a Giovanni della Robbia ed ai suoi assistenti e seguaci.

5. Antiquarium di Sant'Appiano a Barberino Val d’Elsa

Antique Bapistry at Sant'Appiano

Dove – Strada di Sant'Appiano 1, 50021, Barberino Val d'Elsa (FI)

Estate – dal 1 aprile al 15 ottobre (agosto incluso):
domenica e giorni festivi dalle 16.30 alle 19

Inverno – dal 1 novembre al 31 marzo, solo su appuntamento

E' particolarmente importante perchè includeva uno di quelli che erano i pochi battisteri di Toscana, che nel corso del tempo ci ha lasciato soltanto delle colonne in pietra. Vi sono in mostra reperti dei siti archeologici limitrofi come urne etrusche ed i cosiddetti "idoli pagani" risalenti al 2° secolo, oltre ad un discreto numero di dipinti tra cui "Vergine Maria con Bambino e Santi Giovanni Battista e Girolamo della Marca" del Maestro di Signa e la tela "Santi Sebastiano, Girolamo e Rocco" della bottega del Pollaiolo.

6. Museo delle Ceramiche

Detail of art at the Rosso di Montelupo ceramic platter

Dove – Piazza Vittorio Veneto 10, 1150056 Montelupo Fiorentino (FI)

Dai un'occhiata al sito ufficiale per gli orari invernali ed estivi.

Questo museo è l'esempio concreto del vecchio detto "Il rifiuto di un uomo è il tesoro di un altro". La collezione di questo museo ha avuto inizio quando fu pulito un vecchio pozzo nel 1975 e si scoprì che era stato usato per anni come bidone della spazzatura per la produzione di ceramica, riportando alla luce circa 300 opere che possono esser fatte risalire al primo quarto del XV° secolo.

Il museo offre una ricostruzione cronologica della storia dell'arte della ceramica ed un percorso per i non vedenti con piastrelle tattili e didascalie in alfabeto Braille. Composto da 8 sale, questo piccolo scrigno offre ai suoi visitatori informazioni interessanti sui periodi medioevale e rinascimentale, sugli scavi, sugli oggetti da collezione, sulla storia delle esportazioni, su opere realizzate per la farmacologia e decorazioni riguardanti animali, fiori e molto altro, senza dimenticare l'area dedicata ai bambini e pensata per renderla interessante ed attraente ai loro occhi in un'ottica educativa.

Di notevole importanza è il famoso "Rosso di Montelupo", un bacile risalente al 1509 (ed originariamente parte della collezione Rothschild di Parigi) decorato in "grottesche" su fondo giallo e rosso: il suo nome deriva dal particolare pigmento rosso usato per la decorazione, i cui ingredienti rappresentano ancora oggi un mistero.

7. Museo San Pietro

Sala at Museum of San Pietro in Colle Val d'Elsa

Dove – Via Gracco del Secco, 102, 53034 Colle di Val d'Elsa SI

Dai un'occhiata al sito ufficiale per informazioni sugli orari ed i biglietti di ingresso

Riorganizzato e riaperto nella primavera 2017, questo museo situato a Colle Val d'Elsa promette sorprese entusiasmanti! Combina sapientemente il patrimonio artistico civile e religioso locale con informazioni interessanti sulla fondazione e lo sviluppo di questa piccola località del Chianti, costantemente intrappolata tra le rivalità di Firenze e Siena. Dopo averlo visitato a settembre 2018, ho scoperto che adesso il museo propone un itinerario basato sulla cronostoria di Colle Val d'Elsa, divenendo, così, l'occasione perfetta per approfondire la storia di questo borgo, prima di esplorarne le sue incantevoli stradine, i palazzi e le chiese, le botteghe degli artigiani locali dediti alla produzione di vetro e cristalli. Viene offerta un'audio-guida, che si "abbassa" sui nomi delle opere d'arte ma include, in più, informazioni interessanti che collegano i vari movimenti civili e religiosi di Colle nel corso dei secoli.

Anche se nel museo sono esposte poche opere d'arte che saresti in grado di riconoscere per il nome dell'artista che le ha realizzate o per quello dell'opera stessa, la collezione permette di mettere a confronto, uno accanto all'altro, gli stili dell'arte fiorentina e senese, specialmente nel periodo compreso tra il 14° ed il 16° secolo. Vi sono poche opere su cui soffermarsi, tra cui un set di oggetti per l'altare in argento del 16° secolo, sepolto per poterlo salvare dalle incursioni e dai saccheggiamenti dei nemici, ed un grosso crocifisso in legno che, nonostante sia privo delle braccia, riesce ancora a comunicare quel senso di angoscia e sofferenza. Le opere d'arte esposte coprono un ampio arco temporale che arriva fino ai capolavori contemporanei di Antonio Salvetti e, se questo non dovesse bastare a soddisfare il tuo bisogno di conoscenza, vi è sempre il convento, appena restaurato, un autentico tassello della storia italiana. Lo staff è molto disponibile e ben informato sulle attività e sulle opere locali, in modo da darti notizie approfondite e dettagliate. 

Questo piccolo borgo del Chianti ospiterà a breve anche un museo archeologico che dovrebbe esser aperto entro la primavera del 2019, momento in cui verrà previsto un biglietto combinato per entrambi i musei. 

8. Parco Sculture del Chianti

Situato a Castelnuovo Berardenga, questo parco all'aperto include notevoli esempi di sculture ad opera di artisti contemporanei sia locali che stranieri, inseriti in un contesto naturale affascinante e misterioso.

A metal statue at the Chianti Sculpture Museum

Dove – SP9, 48/49, 53010 Loc. la Fornace, Pievasciata Siena

Dal 2004, questi 7 ettari di bosco quasi incontaminato hanno ospitato una collezione magnifica di arte contemporanea da esterno. Una piacevole passeggiata nei sentieri del parco ti condurrà alla scoperta dei colori e delle forme delle sculture che spesso sembrano esser parte integrante dello stesso paesaggio naturale dove sono collocate, e altre, invece, ne risultano in forte contrasto con i loro materiali moderni ed i colori forti, in perfetta simbiosi - o antitesi, ma tutto estremamente cercato e voluto - con il contesto circostante.

9. Museo Archeologico del Chianti

Stone cat head from the Chianti Archeological Museum

Dove – Piazza del Comune, Castellina in Chianti (SI)

Primavera/Autunno – aprile e maggio / settembre e ottobre
Tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Estate – Giugno, luglio ed agosto
Tutti i giorni dalle 11 alle 19.

Inverno – dal 1 novembre al 31 marzo
sabato e domenica dalle 10 alle 17.

APERTURE SPECIALI NEI SEGUENTI GIORNI FESTIVI: 1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre, 6 gennaio e Pasquetta. CHIUSO il 25 dicembre e Pasqua.
Non dimenticate di chiedere dello sconto "Amici dei Musei", è valido per tutti!

Sebbene spesso dimenticata, la storia del Chianti non è meno lunga, ricca o interessante di quella delle altre parti di Toscana e risale persino ai tempi degli Etruschi. Nell'area di Castellina in Chianti vi sono diversi monumenti ed opere che documentano l'esistenza di quest'antica civiltà: tombe e resti ancora ben visibili e sparsi nel territorio rurale, così come mostre che ti aiuteranno a ricostruire lo stile di vita dei nostri antenati.

Si tratta di una sosta interessante per famiglie con bambini ma anche per coloro che sono appassionati di storia antica e romana ma che non vogliono dedicarvi un'intera giornata. Chiedi informazioni su come organizzare un tour dei siti archeologici, ve ne sono di disponibili anche in lingua straniera ad un costo molto, molto abbordabile. Lo staff è molto gentile e parla bene inglese; su richiesta, i tour possono essere effettuati anche in altre lingue.

Il biglietto del museo ti darà accesso anche alla torre panoramica...che ti assicuro vale ogni singolo scalino!

10. Museo Emilio Ferrari di Cultura Contadina

Antique tools from the farms at the MEF

Dove – Via del Giglio 47, San Donato in Poggio - Per ulteriori informazioni: 055 – 8072338

Il Chianti era principalmente una comunità agricola nel passato ma non si trattava soltanto di oliveti e vigneti. Emilio Ferrari era un avido collezionista di tutte quelle cose che testimoniavano la grande diversità della tradizioni contadine del territorio. Questo piccolo museo - perfetto per ogni età - espone un sacco di oggetti ed utensili da casa tipici di oltre un secolo fa.

Ai bambini piacerà scoprire questi nuovi oggetti, mentre le generazioni un pò più vecchie potranno persino riconoscere qualche utensile o strumento dei nonni o di famiglia, oggi non più utilizzati. Un viaggio nelle antiche tradizioni ed un modo per mettere alla prova la propria conoscenza culturale!


Autore: Donna Scharnagl

Ho messo piede in Italia per la prima volta più di 25 anni fa ed ancora non ho trovato un buon motivo per andarmene. Dell'Italia amo il cibo, la cultura, la storia, l'arte, i paesaggi...ho menzionato già il cibo?! Mi definisco una studentessa a lungo termine. E così ho imparato che gli italiani hanno storie che vale la pena di ascoltare, storie che dipingono un quadro che mostra come il duro lavoro forgi il carattere, come la vita sia fatta di alti e bassi e quanto sia bello ridere.



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